L’Irlanda è andata alle urne ma dagli Exit Poll emerge un quadro di ingovernabilità

La tornata elettorale che si è chiusa in Irlanda, porta grossi problemi ai politici, in quanto dagli esiti degli Exit Poll, emergerebbe un dato di calo sensibile dei partiti che oggi compongono la maggioranza che, insieme, arrivano intorno al 32%, ben distanti dalla soglia del 41% per ottenere la governabilità del Paese. In progresso sarebbero il partito di centro destra al 21,1% e gli indipendentisti di Jerry Adams che balza al 16%, guadagnando quasi 7 punti. L’unica via che avrebbe il Premier uscente Enda Kenny, sarebbe trovare un accordo con il centro destra, dovendosi escludere alleanze con Jerry Adams, ma è una strada tutta in salita, date le profonde divergenze tra gli schieramenti. L’ingovernabilità del Paese in una situazione economica di debolezza, rappresenta un grosso problema rispetto alla Comunità Europea che va a riflettersi sulla situazione interna, poiché una forma di governabilità troppo instabile, non garantirebbe alla Comunità Europea la continuazione della strada delle riforme che anche l’Irlanda, come noi del resto, deve perseguire e l’incertezza finirebbe per gravare pesantemente sull’economia irlandese.
 

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